Chi sono

Sono una Psicologa, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR, iscritta all’Ordine degli Psicologi delle Marche con il numero 2949.

Mi sono laureata all’Università “Sapienza” di Roma frequentando il corso di laurea triennale “Scienze e tecniche per la valutazione e le consulenza clinica” e successivamente la laurea magistrale in “Psicologia dinamico-clinica per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia”.
Mi sono specializzata ulteriormente in psicoterapia ad indirizzo “Analisi Transazionale Socio-Cognitiva” presso la scuola di specializzazione in Psicologia Clinica IFREP di Roma (c/o Università Pontificia Salesiana).

Cosa faccio

Utilizzo questo spazio online per pubblicare articoli scritti da me su diversi temi psicologici classici e di attualità.

Ricevo per appuntamento nel mio studio di Porto d’Ascoli, in un quartiere riservato e tranquillo. Per informazioni e appuntamento: 392/4661000. In situazioni di difficoltà a raggiungere lo studio svolgo colloqui su Skype previo appuntamento preso telefonicamente.

venerdì 20 marzo 2020

#psicologicontrolapaura

In questi giorni stiamo cambiando radicalmente il nostro modo di vivere: tutto scorre secondo un tempo che non possiamo scegliere noi ma che è conseguenza di norme molto restrittive sulla nostra libertà. Dobbiamo reinventare il nostro lavoro o lasciarlo momentaneamente, ricreare nuovi equilibri familiari, tollerare distanze, nostalgie e incertezze. La nuova condizione in cui ci troviamo a vivere può creare disagio poiché diversi aspetti della nostra vita quotidiana sono stati stravolti contemporaneamente. La sfida che ci viene imposto di accettare per un bene superiore è ardua e non è stato chiesto a nessuno di noi se era il momento di viverla o meno. Tutti questi elementi gravano sull’equilibrio psicologico di ognuno di noi e in qualche modo, che sia visibile o meno a noi stessi o agli altri, in qualche momento se ne sente di più il peso. È NORMALE. Spesso affrontare tutte queste difficoltà da soli non aiuta ad avere sollievo ma si rischia di farsi sempre le stesse domande e avere sempre le stesse risposte. Se sentite di essere in un vortice senza uscita, preda delle vostre emozioni o dei vostri pensieri cogliete l’occasione per parlarne con un professionista e capire meglio ciò che sta accadendo. 
Noi ci siamo. 



lunedì 11 luglio 2016

La libertà di conformarsi

Tutti noi siamo immersi nella società e, che si voglia o meno, ne veniamo influenzati. A volte forse più di quanto riusciamo ad accorgerci. Ormai 60 anni fa il dott. Asch conduceva pionieristici studi sociali sul conformismo, dimostrando quanto potente sia il gruppo nell’influenzare l’opinione del singolo. Pensare “come gli altri” a volte risulta comodo, fa risparmiare energie, a volte è utile per non sentirsi isolati, a volte è solo questione di fiducia, e personalmente credo che in alcune situazioni possa anche aiutare. Non va mai dimenticata però l’influenza che il gruppo può esercitare su di noi, la “distorsione cognitiva” che può portarci ad avere: solo così si può SCEGLIERE di adeguarsi o meno all’opinione degli altri. È importante anche riuscire ad ascoltarsi per comprendere il motivo per cui ci si sta adeguando o meno, se per seguire una propria linea di pensiero, per evitare di essere “una voce fuori dal coro”, per imparare da una situazione nuova, etc. Una scelta veramente libera è una scelta consapevole, anche in questo caso. Allego il video dell’esperimento sul conformismo che, seppure un po’ datato, dà ancora una chiara idea di come siamo inclini a seguire le idee della maggioranza. 


lunedì 21 marzo 2016

La possibilità di cambiare

"Com'è possibile che essere umani diversi, posti di fronte allo stesso mondo, abbiano esperienze tanto differenti? [...] Com'è possibile che degli esseri umani si attengano a un modello immiserito che li fa soffrire di fronte a un mondo polivalente, ricco e complesso? [...] Costoro operano le migliori scelte di cui possano disporre nel loro particolare modello (del mondo). In altre parole, il comportamento degli esseri umani, per quanto bizzarro possa sembrare a prima vista, ha un senso se lo si vede nel contesto delle scelte generate dal loro modello. La difficoltà non sta nel fatto che essi effettuano la scelta sbagliata, ma che non hanno abbastanza scelte: non hanno un'immagine del mondo messa a fuoco con ricchezza." 
R. Bandler, J. Grinder, "La struttura della magia". 

Spesso ci sentiamo addosso le etichette degli altri, che ci giudicano come forti, sani, paurosi, incapaci e così via. In età precoce, inoltre, può succedere che impariamo ad aderire a questi giudizi con il nostro comportamento: un bambino che si sentirà ripetere spesso di essere forte alla fine diventerà una persona forte, un altro che invece verrà giudicato come incapace facilmente non si sentirà capace in molte situazioni. Dal comportamento si passerà quindi alle convinzioni, spostandoci su un piano cognitivo. Ci tengo a precisare che non è scontato che tutti i bambini senza eccezione facciano dentro di loro l'equazione "mi dicono che sono forte allora sono forte" o che la mantengano fino all'età adulta. Ci sono moltissime variabili in gioco attorno ad un bambino che sta crescendo, così come attorno ad un adolescente e poi ad un adulto, che incontreranno per tutta la vita delle possibilità di cambiamento e crescita.
Nella creazione del proprio "modello del mondo", come lo chiamano Bandler e Grinder, ognuno di noi viene a patti con la propria possibilità di cambiare. Mi piace chiamarla possibilità invece di capacità, rifacendomi al pensiero dei già citati autori. Ognuno di noi crea per se stesso un modello che possa rendere decodificabile il mondo che ci circonda e lo fa attraverso le esperienze che si concede o meno di vivere. Sarebbe impensabile per una persona che si è sempre sentita impaurita iniziare a superare le proprie paure solo perché nel mondo c'è chi quelle paure non le ha. Così come sarebbe inaccettabile per una persona che si è sempre sentita forte venire a patti con le proprie debolezze, solo perché ha la consapevolezza che la debolezza è insita nell'uomo. 
Il problema nasce quando il modello del mondo comincia a stringersi in maniera costrittiva attorno alla persona, impedendole esperienze, momenti di crescita, una vita serena. Lavorare su tale modello può essere utile per capire quali possibilità di cambiamento possiamo affrontare, innanzitutto conoscendolo, poi magari allargandolo, tagliandone alcune parti, rendendolo più ricco. Questo è chiaramente un lavoro da fare in due, con un esperto, affinché si eviti il rischio di buttarsi senza paracadute in un'esperienza da dover imparare a tutti i costi, solo perché "gli altri ci riescono ed io no", o il rischio di evitare tale esperienza per sempre. 



giovedì 28 gennaio 2016

 AVEVO UN CANE NERO 

Le statistiche ci offrono dei numeri alquanto spaventosi sul numero di depressioni diagnosticate in Italia (e nel mondo). Il quadro si incupisce quando ci si rende conto che tali numeri hanno la tendenza ad aumentare anno dopo anno. Nel tempo, però, aumentano anche le capacità dei ricercatori di capirne le cause (genetiche e ambientali) e le tecniche per curarla, da quelle psicologiche a quelle farmacologiche. Gli studi ci permettono di rintracciare l'eziologia in un ampio quadro di elementi connessi tra loro: la tendenza a sviluppare depressione data dalla familiarità con tale diagnosi o dalla predisposizione genetica, la possibilità di essere sottoposti (in età precoce e non) ad un ambiente familiare/sociale deprivante, il momento storico in cui si vive. Le tecniche con cui si può fronteggiare la depressione sono molteplici: dalle teorie cognitive, più focalizzate sui sintomi e sulla loro risoluzione, a quelle interpersonali concentrate sul rapporto tra la persona ed il suo ambiente di vita. Quindi, se da un lato il numero di depressioni diagnosticate aumentano, dall'altro va sottolineato che aumentano anche le  possibilità di combatterla. Come per ogni disturbo, psicologico e non, è importante riconoscere i sintomi della depressione tempestivamente e rivolgersi ad un professionista. Probabilmente, però, questa è la fase più difficile, perché i sintomi possono essere diversi da quanto ci si possa aspettare e perché spesso si prova vergogna nel parlarne. Ho scelto di condividere questo video dell'Organizzazione Mondiale della Sanità perché spiega molto bene quali possono essere i segnali depressivi da riconoscere e come si può vivere dopo aver trattato adeguatamente la depressione. 
Buona visione! 



martedì 19 gennaio 2016

Differenze tra psicologo - psicoterapeuta - psicoanalista - psichiatra

Per poter parlare di psicologia è bene innanzitutto specificare che le figure professionali che operano nel campo del benessere psicologico sono più di una, ognuna con la propria specifica area di intervento. Se da un lato la specializzazione dei professionisti è utile per fornire un servizio mirato e quindi più efficace, dall'altro rischia di confondere i non addetti ai lavori che abbiano necessità di contattare un professionista. Per cercare di diradare la nebbia sull'argomento ecco le principali caratteristiche e differenze tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista e psichiatra. 

LO PSICOLOGO
Si ottiene la qualifica di psicologo dopo aver conseguito una laurea triennale e magistrale in psicologia ma la possibilità di operare sul campo della clinica è data dall'iscrizione all'albo del proprio Ordine Regionale di appartenenza. Tale iscrizione è subordinata in primo luogo alla laurea, in secondo luogo alla frequentazione di un tirocinio professionalizzante della durata di un anno sotto la supervisione di un tutor ed in terzo luogo al superamento dell'esame di stato per psicologi. Tali requisiti servono a preparare lo psicologo alla pratica clinica, ossia all'attività di prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico rivolta alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alla comunità. L'esercizio della professione è regolamentato dal codice deontologico degli psicologi. Lo psicologo si avvale di strumenti propriamente psicologici quali il colloquio clinico e i test psicologici per finalità di sostegno e diagnostiche di indagine nel profondo della persona. L'intervento dello psicologo si focalizza sul rapporto della persona con il suo ambiente relazionale ed agisce analizzandone le dinamiche e offrendo sostegno in caso di un adattamento disfunzionale tra la persona ed il suo ambiente. 

LO PSICOTERAPEUTA
Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico, laureato ed iscritto al proprio albo di appartenenza, che ha frequentato una scuola di specializzazione in psicoterapia di 4 anni riconosciuta dal MIUR. Le scuole di specializzazione sono molteplici e variano a seconda dei riferimenti teorici da cui traggono origine e da cui scaturiscono poi le varie tecniche o combinazioni di tecniche che riflettono l’unicità dell’impostazione teorica propria di ogni scuola. Lo psicoterapeuta è l’unica figura professionale riconosciuta dallo Stato che può fornire come servizio la psicoterapia. La psicoterapia focalizza il suo intervento sulla personalità del cliente, analizzandone la struttura , i modi di essere ed agire nel mondo e cercando di modificarne gli aspetti disfunzionali profondi che provocano disagio nel quotidiano. Seguendo i tempi del cliente, lo psicoterapeuta individua gli aspetti nodali dell'esperienza disfunzionale presente e passata del cliente e insieme, cliente e terapeuta, concretamente li modificano per ristabilire un quotidiano equilibrio.

LO PSICOANALISTA
Lo psicoanalista è un particolare tipo di psicoterapeuta, ossia ha frequentato una delle diverse scuole di specializzazione esistenti ad indirizzo psicoanalitico. Generalmente tali scuole prevedono, durante formazione dei futuri psicoanalisti, che essi si sottopongano un percorso di psicoterapia psicoanalitica personale, affinché siano in grado di avere una relazione terapeutica con i clienti non condizionata dal proprio vissuto personale, ma il più possibile libera da condizionamenti e pregiudizi. Benché il nome “psicoanalisi” possa far pensare a Freud, oggi i diversi indirizzi psicoanalitici non sono necessariamente collegati in maniera diretta alle sue teorie; mentre alcuni mantengono intatta la struttura teorica originaria divergendo solo in alcuni punti, molti altri hanno apportato cambiamenti radicali, appoggiandosi agli sviluppi teorici che si sono evoluti dagli inizi del '900 in poi (gran parte dei quali sono supportati da evidenze scientifiche). Ciò che contraddistingue la psicoanalisi da altri orientamenti teorici è l'indagine nel profondo della persona, al fine di individuare le esperienze disfunzionali che nella strutturarsi della personalità hanno influenzato il modo di agire disfunzionale del quotidiano. 

LO PSICHIATRA
Lo psichiatra ha conseguito la laurea in medicina e successivamente la specializzazione in psichiatria, cioè un corso di studi specialistico orientato allo studio e alla cura dei disturbi e delle malattie mentali attraverso modalità e strumenti caratteristici la professione medica. Rispetto alle modalità di trattamento terapeutico del disagio/disturbo mentale offerte dalle altre figure professionali come psicologi e psicoterapeuti, lo psichiatra è maggiormente orientato a considerare il disturbo mentale come derivante da un malfunzionamento e/o uno sbilanciamento a livello biochimico del sistema nervoso centrale. Per questo motivo la principale modalità di cura proposta dallo psichiatra è quella farmacologica. In alcuni casi può avvenire che sia lo psicologo o lo psicoterapeuta forniscano contemporaneamente allo psichiatra il loro supporto al fine di ottenere un risultato migliore di quello che si otterrebbe attraverso l’utilizzo esclusivo di uno dei tre approcci. Lo psichiatra è anche abilitato, previa richiesta formale, all’esercizio della psicoterapia, quindi all’interno della categoria degli psicoterapeuti esistono psichiatri con questo titolo.