Psicologa, psicoterapeuta specializzata in Analisi Transazionale Socio-Cognitiva. Riceve presso il suo studio privato a San Benedetto del Tronto (AP) previo appuntamento telefonico al 392/4661000.
Chi sono
Sono una Psicologa, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR, iscritta all’Ordine degli Psicologi delle Marche con il numero 2949.
Mi sono laureata all’Università “Sapienza” di Roma frequentando il corso di laurea triennale “Scienze e tecniche per la valutazione e le consulenza clinica” e successivamente la laurea magistrale in “Psicologia dinamico-clinica per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia”. Mi sono specializzata ulteriormente in psicoterapia ad indirizzo “Analisi Transazionale Socio-Cognitiva” presso la scuola di specializzazione in Psicologia Clinica IFREP di Roma (c/o Università Pontificia Salesiana).
Cosa faccio
Utilizzo questo spazio online per pubblicare articoli scritti da me su diversi temi psicologici classici e di attualità.
Ricevo per appuntamento nel mio studio di Porto d’Ascoli, in un quartiere riservato e tranquillo. Per informazioni e appuntamento: 392/4661000. In situazioni di difficoltà a raggiungere lo studio svolgo colloqui su Skype previo appuntamento preso telefonicamente.
"Com'è possibile che essere umani diversi, posti di fronte allo stesso mondo, abbiano esperienze tanto differenti? [...] Com'è possibile che degli esseri umani si attengano a un modello immiserito che li fa soffrire di fronte a un mondo polivalente, ricco e complesso? [...] Costoro operano le migliori scelte di cui possano disporre nel loro particolare modello (del mondo). In altre parole, il comportamento degli esseri umani, per quanto bizzarro possa sembrare a prima vista, ha un senso se lo si vede nel contesto delle scelte generate dal loro modello. La difficoltà non sta nel fatto che essi effettuano la scelta sbagliata, ma che non hanno abbastanza scelte: non hanno un'immagine del mondo messa a fuoco con ricchezza."
R. Bandler, J. Grinder, "La struttura della magia".
Spesso ci sentiamo addosso le etichette degli altri, che ci giudicano come forti, sani, paurosi, incapaci e così via. In età precoce, inoltre, può succedere che impariamo ad aderire a questi giudizi con il nostro comportamento: un bambino che si sentirà ripetere spesso di essere forte alla fine diventerà una persona forte, un altro che invece verrà giudicato come incapace facilmente non si sentirà capace in molte situazioni. Dal comportamento si passerà quindi alle convinzioni, spostandoci su un piano cognitivo. Ci tengo a precisare che non è scontato che tutti i bambini senza eccezione facciano dentro di loro l'equazione "mi dicono che sono forte allora sono forte" o che la mantengano fino all'età adulta. Ci sono moltissime variabili in gioco attorno ad un bambino
che sta crescendo, così come attorno ad un adolescente e poi ad un adulto,
che incontreranno per tutta la vita delle possibilità di cambiamento e
crescita.
Nella creazione del proprio "modello del mondo", come lo chiamano Bandler e Grinder, ognuno di noi viene a patti con la propria possibilità di cambiare. Mi piace chiamarla possibilità invece di capacità, rifacendomi al pensiero dei già citati autori. Ognuno di noi crea per se stesso un modello che possa rendere decodificabile il mondo che ci circonda e lo fa attraverso le esperienze che si concede o meno di vivere. Sarebbe impensabile per una persona che si è sempre sentita impaurita iniziare a superare le proprie paure solo perché nel mondo c'è chi quelle paure non le ha. Così come sarebbe inaccettabile per una persona che si è sempre sentita forte venire a patti con le proprie debolezze, solo perché ha la consapevolezza che la debolezza è insita nell'uomo.
Il problema nasce quando il modello del mondo comincia a stringersi in maniera costrittiva attorno alla persona, impedendole esperienze, momenti di crescita, una vita serena. Lavorare su tale modello può essere utile per capire quali possibilità di cambiamento possiamo affrontare, innanzitutto conoscendolo, poi magari allargandolo, tagliandone alcune parti, rendendolo più ricco. Questo è chiaramente un lavoro da fare in due, con un esperto, affinché si eviti il rischio di buttarsi senza paracadute in un'esperienza da dover imparare a tutti i costi, solo perché "gli altri ci riescono ed io no", o il rischio di evitare tale esperienza per sempre.